Nel nostro viaggio attraverso la promozione e diffusione della tecnologia RFID, dopo l’intervista a Gianluca Bellavigna, titolare di Maestrale, abbiamo posto alcune domande a Paola Visentin, Responsabile Marketing & Comunicazione in RFID Global, con la quale Maestrale vanta un lungo e proficuo rapporto di collaborazione.

1. Benvenuta Paola, grazie di aver accettato questa intervista.

Grazie a voi, è un piacere essere qui e colgo l’occasione anche per ringraziarvi per il grande lavoro informativo che state portando avanti.

2. So che sei molto impegnata, per cui, se non hai nulla in contrario, entrerei immediatamente nel vivo della questione. Molti ci chiedono: “Perché tracciare il prodotto?” Come risponde l’RFID a questa domanda?

RFID, NFC e BLE intervengono a monte della filiera del dato, acquisendolo con peculiarità tecniche e quindi prestazionali uniche ed adattandosi al contesto dell’IoT, divenendo così la scintilla per l’interconnessione di persone, oggetti, servizi e processi.

L’articolato tema della tracciabilità si completa con quello della rintracciabilità per seguire la vita del prodotto non solo da monte a valle ma anche in senso inverso. Andando quindi a ritroso dal punto vendita alla produzione passando per la distribuzione. in questa cornice l’RFID trova la favorevole ambientazione nel rispondere adeguatamente alle aspettative del mercato. Si avvia così un processo di trasformazione che si dilata lungo l’intera vita del prodotto che genera esiti tangibili per tutti gli attori coinvolti inclusi anche i fruitori del bene.

L’ascolto del mercato ci porta ad individuare 4 principali aspettative sulla tracciabilità e rintracciabilità: reagire con tempestività in caso di richiami e ritiri del bene, intervenendo in modo chirurgico  selezionando solo i lotti interessati a questa azione. Tutelare la sicurezza dei consumatori, con un benefico riflesso sull’appeal del brand. Ridurre la contraffazione, quindi  il danno economico soprattutto nei settori del Made-in-Italy (fashion, food & beverage), ed infine  rispettare i requisiti normativi.

Al cuore della tracciabilità si trova quindi il concetto di visibilità, inteso come identificazione del prodotto e dell’attore della supply chain che con esso interagisce. Raccolta delle informazioni affidabili ed in tempo reale per renderle disponibili, condividendole lungo l’intera filiera.

3. Interpretando questo scenario con una visione “tridimensionale” dell’RFID, notiamo come questa tecnologia opera lungo tutto il percorso produzione-distribuzione-vendita.

Dispositivi BLE

Dispositivi BLE

Di seguito i punti di forza dell’RFID nel rispondere a simili aspettative:

  • I Tag possono essere non solo letti, ma anche scritti, quindi le informazioni contenute nella memoria del chip possono essere modificate e aggiornate nel tempo in modo da tenere traccia di trasformazioni o passaggi cui l’oggetto è sottoposto durante il suo ciclo di vita. Con il Tag RFID l’informazione segue il prodotto, dall’inizio della sua creazione fino al suo smaltimento, divenendo un’etichetta narrante;
  • Le letture e scritture possono essere effettuate automaticamente e senza visibilità ottica. E’ quindi possibile leggere etichette contenute all’interno di scatole, confezioni, purchè non metallici. Per l’effetto fisico “Gabbia di Faraday”, infatti, questi risultano impermeabili ai campi elettromagnetici oscurando il Tag.
  • Le letture e scritture possono avvenire sia  singolarmente che  a lotti. Un insieme di tag che transita attraverso un varco RFID viene rilevato in blocco nel tempo del suo attraversamento, “contemporaneamente” ;
  • Le letture e scritture possono avvenire a varie velocità e con qualunque orientamento della etichetta nello spazio;
  • Ogni microchip di silicio ospitato nel Tag RFID contiene un codice univoco al mondo e non è scrivibile né modificabile in alcun modo, ma solo leggibile. In termini di sicurezza, ciò significa che il Tag non può essere clonato. Tale unicità è garantita dai produttori dei microchip (Texas Instruments, Philips, STMicroelectronics, etc.), in accordo con gli organismi internazionali di standardizzazione (protocolli ISO);
  • Il Tag RFID può assumere forme, dimensioni e rivestimenti vari. E’ quindi adattabile in applicazioni custom, anche in ambienti ostili (es. alte temperature, presenza di acqua, detergenti, polvere, coloranti, solventi ed agenti chimici).

4. Questo vuol dire che l’articolato mondo della creazione e lavorazione dei prodotti si rispecchia così in risposte ed infrastrutture RFID altrettanto ramificate ?

Certamente si !. Le esigenze del fashion sono diverse da quelle del food&beverage e dell’industria farmaceutica. Le  aspettative e l’ambiente operativo dell’automotive e della produzione di quadri e motori elettrici per l’automazione differiscono dal comparto siderurgico. L’incipit dell’innesto tecnologico nella produzione della pietra naturale si distingue da quello della tracciabilità di vernici ed inchiostri per imballi.

Poiché in ognuno di questi scenari l’RFID affronta sfide ed aspettative differenti, che possono andare dalla distanza di lettura, all’identificazione massiva degli oggetti.  All’interno della nostra azienda  possiamo delineare alcuni trend tecnologici, che si concretizzano poi in un parco prodotti di oltre 400 componenti RFID!

5. Cosa significa questo sotto un profilo tecnologico

Esempio di Tag Metal

Esempio di Tag Metal, tag speciali per supporti metallici.

Tutti i dispositivi che compongono un sistema RFID: i Tag/transponder ai controller, dai mobile computer agli add-on device, vivono da anni una continua evoluzione nel profilo tecnico.

Ciò  si traduce in migliorie prestazionali per affrontare e superare i possibili ostacoli disseminati lungo la linea di produzione quali :

a) Incremento del range di ricezione del segnale del Tag grazie all’aumentata sensibilità del controller per meglio superare il rumore elettromagnetico dell’ambiente;

b) Tag con particolari rivestimenti on- ed in-metal, dotati di chip con memoria potenziata e sensoristica on board e quindi sempre più intelligenti in una visione IoT;

c) Schede elettroniche (Smart Board) connesse alle architetture RFID, in grado di dialogare nel linguaggio IoT (es. protocollo MQTT) e dotate di sensori ed intelligenza a bordo per operare in modalità stand-alone;

d) Dispositivi mobile dal design contemporaneo, ergonomici, leggeri e con un ampio e robusto display sono alcune delle più significative tappe evolutive vissute nell’ultimo periodo.

6. Sul versante reader ed antenne RFID ?

Gate in ambiente industriale

Gate in ambiente industriale

Il processo di consumer porta a device sempre più smart, in grado di interagire con smart phone e tablet.  A queste  si aggiungono prestazioni, interfacce e sensibilità potenziate dei controller.  La direzione non è quindi quella di una discontinuità ma piuttosto di una continua

e costante evoluzione, proiettata verso apparati verticali, mirati cioè a precisi contesti applicativi.

Significativo è l’esempio del settore della gestione smart dei rifiuti, in cui la volontà di  gestire la filiera della raccolta differenziata dei rifiuti ben si sposa con le caratteristiche dell’RFID.

La rilevazione del sacchetto, del mastello e del carrellato su cui è apposto il Tag RFID, avviene al momento del prelievo in diverse modalità:  identificazione volontaria tramite un operatore,  automatica, fissa,  mobile o anche massiva degli item.

In tal modo  l’RFID interagisce con risposte di architetture progettate e realizzate ad hoc.

Vari i tipi di antenna coerenti con il tipo di lettura :l’antenna RFID che integra il reader UHF ed è ispirata al concetto dell’all-in-one e stand-alone . In tal modo viene ad essere semplificato l’operazione di tracciabilità automatica e massiva dei diversi tipi di rifiuti  senza l’ausilio di veicolari.

(Per meglio conoscere l’esperienza di Lucca nella gestione dei rifiuti con RFID, si consiglia la lettura dell’articolo RFID al Servizio dell’Utenza Pubblica, Automazione Industriale, uscita Aprile 2015 pagg. 72-73)

Punto di contatto tra il mondo fisico e quello digitale l’RFID trova un’ideale ambientazione anche nella Industria 4.0. La scintilla dell’IoT è accesa dall’acquisizione del dato, fil-rouge che interconnette oggetti, macchine, processi ed operatori e dove la funzioni di campo, ossia la raccolta dati, è sempre più spostata sul cloud.

7. Accanto all’RFID: NFC 

Affiancano l’RFID nell’avviare la filiera del dato ai fini della tracciabilità altre due tecnologie di punta: NFC, (Near Field Communication) e BLE (Bluetooth Low Energy) .

NFC e BLE sono entrambe agevolate nella loro diffusione anche dall’essere incorporate negli smart phone di ultima generazione.

L’NFC è una tecnologia wireless a breve distanza, che opera alla frequenza 13,56 MHz. Viene utilizzata  per l’identificazione di item e lo scambio dati fra dispositivi a distanza inferiore ai 10cm. Questa ridotta distanza diminuisce il rischio di intrusione per carpire informazioni sensibili da parte di sistemi esterni.

Significativa per la tracciabilità del prodotto con tecnologia NFC è la recente soluzione Autentico. Questa App è stata  creata per tutelare l’originalità del vino, quindi al fine dell’anti-contraffazione di un’icona del Made-in-Italy.

Il “DNA Tag” apposto sulla bottiglia è un’etichetta NFC narrante, che emette in radiofrequenza le informazioni univoche della specifica bottiglia. Queste info vengono facilmente lette dall’utente, con smart phone NFC di ultima generazione equipaggiato dell’apposita App.

Le informazioni così acquisite, tra cui anche la posizione geografica, sono poi memorizzate e rese disponibili in tempo reale al produttore di vino nella propria area riservata su Autentico. Queste info offrono un enorme potenziale alla Cantina Vinicola, che può verificare in ogni momento le statistiche sulle letture delle proprie bottiglie: identificando, tramite  la relativa posizione geografica quelle autentiche da quelle potenzialmente false.

8. Accanto all’RFID: BLE

All’RFID ed NFC abbiamo recentemente affiancato un’altra tecnologia di punta per la tracciabilità, Bluetooth Low Energy, conosciuta anche come Bluetooth Smart o Bluetooth 4.0

Si tratta di una tecnologia di comunicazione wireless che coniuga bassi consumi energetici a migliorate performance rispetto alla versione tradizionale Bluetooth. Facendo leva su uno standard, sulla sua adozione da parte degli smart phone e sulla possibilità di realizzare APP per i dispositivi mobili, sta vivendo una fase di ampia diffusione, soprattutto negli scenari dell’advertising e del marketing di prossimità e geo-localizzazione.

Usata soprattutto nei wearable device, in sensori come monitor cardiaci e affini, la BLE trova molteplici sbocchi applicativi, grazie alle sue innovative peculiarità tecniche, tra cui connessioni molto veloci e migliore trasmissione dei dati, interferenze nella comunicazione minimizzate, sicurezza e capacità di connessioni uno-a-uno ed uno-a-molti.

La tecnologia di identificazione automatica, con le sue sfaccettature RFID, NFC e BLE, è quindi pronta per inaugurare un nuovo concetto di tracciabilità, globale, interconnessa e sempre performante, a cui si affianca l’apporto di visione e lungimiranza dell’uomo!

(estratto da Automazione Industriale, uscita luglio/agosto 2015.)

 

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